La riscossa dei dischi in vinile

I dischi in vinile sono stati introdotti nel 1948 dalla Columbia records e rappresentano l’evoluzione del disco a 78 giri. Fino agli anni ’70 hanno rappresentato il supporto più conosciuto per la diffusione della musica, ma sono stati soppiantati dalle musicassette e – successivamente – dal Compact Disc.

Nel nostro paese la produzione di dischi in vinile è cessata completamente agli inizi degli anni ’90, ma questo prodotto sta tornando alla riscossa come oggetto di nicchia ed anche i giradischi in vinile ritrovano valore. Effettivamente vi sono alcuni dischi in vinile che valgono una vera e propria fortuna e dovreste stimarvi fortunati se ne possedete anche solamente una copia!

Volete sapere a che modelli sto pensando? Allora leggete questo articolo!

The Freewheelin – Bob Dylan

Ne 1963 uscì il secondo album di Bob Dylan e lanciò il cantante su scala planetaria. Le canzoni presenti all’interno dell’album fanno ancora parte della storia del rock e furono davvero destabilizzanti per l’epoca. A hard rain’s a gonna fall – ad esempio – rappresenta un vero e proprio monito contro la guerra nucleare. Vi fu anche una polemica dovuta ad una canzone (Talkin’ John Paranoid Blues) inizialmente presente sulle prime copie in vinile. Finalmente Dylan decise di accogliere le obiezioni del suo agente ed eliminò la canzone, sostituendola con altre. Tuttavia, uscirono un centinaio di copie con la scaletta originale del CD pensato da Dylan. Pensate che una di queste copie è stata venduta per ben 35000 dollari!

Diamond Dogs – David Bowie

La versione originale di questo album, uscito nel 1974, è stata ritirata in quanto la copertina ritraeva i genitali di un cane. Di conseguenza la casa di produzione volle censurare l’area tramite l’aerografia. Tuttavia, alcuni dipendenti della RCA decisero di conservare per sé la copia originale, con i genitali dell’animale in bella vista. Qualche anno fa una copia originale del CD in vinile fu venduta per ben 3550 dollari ed è probabile che il valore sia destinato ad aumentare, soprattutto in considerazione della recente dipartita di David Bowie.

God Save The Queen – Sex Pistols

Il gruppo inglese firmò un contratto con la A&M Records nel lontano marzo del 1977. L’accordo non durò molto a lungo in quanto l’etichetta inglesi licenziò il gruppo dopo solamente sei giorni, a causa del comportamento difficile dei componenti. Tuttavia, la A&M aveva già stampato 25000 copie del singolo God Save the Queen. Venne ordinata la distruzione, ma alcune copie si salvarono e oggi valgono ben 9000 dollari!

Bilance meccaniche vs bilance digitali